Linux sarà tra le primissime piattaforme, il prossimo anno, ad includere il supporto ufficiale al futuro standard di interconnessione USB 3.0. Come riportato da Slashdot, l’Open Source Technology Center di Intel sta infatti lavorando ad un driver per USB 3.0 da integrare in uno dei futuri kernel stabili di Linux.
Un prototipo di tale driver è già stato utilizzato lo scorso mese per mostrare le performance di USB 3.0 sotto Linux. Il driver è necessario per far comunicare l’xHCI (eXtensible Host Controller Interface) con le memorie di massa USB (pen drive, hard disk esterni, player MP3 ecc.). Durante la dimostrazione, l’interfaccia USB di nuova generazione è riuscita a raggiungere velocità fino a 3,5 volte superiori rispetto a quelle di USB 2.0. Il fattore di moltiplicazione teorico è di 10x, ed Intel conta di raggiungerlo nel momento in cui le implementazioni software e hardware di USB 3.0 raggiungeranno la piena maturità.
Il team di sviluppo di Intel prevede di completare lo studio di un driver Linux per l’host controller di USB 3.0 entro la fine del prossimo anno. Tale drive verrà probabilmente integrato nel kernel di Linux non appena raggiungerà la versione 1.0.
La specifica finale di USB 3.0, battezzata con nome commerciale SuperSpeed USB, è stata pubblicata verso la fine di novembre, ma i primi device basati su tale tecnologia non giungeranno sul mercato prima di un altro anno.
Come noto, USB 3.0 fornirà un’ampiezza di banda di 4,8 Gbps (circa 600 MB/s), performance raggiunta grazie all’utilizzo di fibre ottiche in accoppiata con i tradizionali fili in rame (ancora necessari non solo per conservare la compatibilità con le precedenti versioni di USB, ma anche per fornire alimentazione ai dispositivi privi di alimentatore separato).
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Fonte | Punto Informatico
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Rara congiunzione tra Giove, Venere e Luna.
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Buone nuove dagli Adobe Labs: è finalmente disponibile Flash Player 10 a 64-bit, in anteprima per noi affezionati del pinguino. Una importante svolta per gli utenti di sistemi x64, che beneficeranno finalmente dei vantaggi, in termini di prestazioni e semplicità di utilizzo, di una versione nativa del player.
Ancora in fase di Aplha, Flash Player 10 64-bit è comunque soggetto a fisiologici bug e distribuito solamente sotto forma di tar.gz. Mancano ancora i pacchetti preconfezionati per le principali distribuzioni, che probabilmente arriveranno in una fase più matura dello sviluppo.
Questa release dà una conferma ulteriore della crescente attenzione di Adobe verso il sistema GNU/Linux, già manifestata nelle intenzioni con l’ingresso nella Linux Foundation e nei fatti proprio con il lancio di Flash 10, assai migliorato rispetto alle precedenti edizioni.
Per ulteriori informazioni potete leggere l’annuncio sul blog di Adobe e consultare le f.a.q. su Flash 10.
Fonte | OSSBlog
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plugins
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In questi giorni avrete notato che il sito non era funzionale, in quanto Netsons, che ospita il mio blog, si è spostata su nuovi server. Il passaggio mi ha causato qualche problema, come l’incompatibilità con i widget testuali e RSS, impossibilità di accedere al pannello wordpress, impostazioni e personalizzazioni di wordpress, plugin e temi perse…:(
Adesso credo d’aver sistemato tutto, anche se non ho testato tutte le funzioni dei plugin. Quindi se notate malfunzionamenti, errori, qualsiasi cosa che secondo voi non va come dovrebbe non esitate a segnalarla tramite l’apposito Contact Form presente nella pagina About (così testo anche quello
) o in qualsiasi altro modo.
Grazie.
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Ext4 è l’evoluzione di Ext3, il filesystem standard del kernel Linux. Introdotto per la prima volta in Linux 2.6.19 come “Ext4dev” (dove dev sta per development, cioè sviluppo) adesso è diventato semplicemente Ext4, modifica che indica il prossimo rilascio stabile nel kernel 2.6.28.
Tra le novità, la possibilità di volumi fino a 1024 Petabyte, il supporto agli extent (tecnica che consiste nel preallocare lo spazio necessario per un file, prima che termini la sua scrittura, così da ridurre la frammentazione), l’allocazione ritardata (cioè l’allocazione dello spazio e la scrittura avvengono prima “virtualmente”, in memoria, e solo dopo vengono fisicamente realizzate su disco nei tempi morti).
Inoltre Ext4 introduce i nanosecondi nel timestamp e avrà un tool di deframmentazione che non necessita lo smontaggio del filesystem. Sebbene Ext4 (ma anche il suo antenato Ext3) adottino tecniche che minimizzano la frammentazione del disco, un tool del genere può sempre tornare utile, anche se è facilmente prevedibile che avrà un utilizzo assai limitato da parte degli utenti.
Ext4 sarà quindi disponibile probabilmente con le release delle distribuzioni che vedranno la luce agli inizi del 2009, anche se alcune, come Fedora, già l’implementano come “anticipazione tecnologica”.
Via | Opensource.it
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File system
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Da domani sto in vacanza una settimana: Tropea e dintorni!!!
Al mio ritorno si riprende col blog….e con lo studio
Ciao belli/e!!!!
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